Teamleader Blog Article

Il mito del cloud computing: vero o falso?

Il mito del cloud computing: vero o falso?

Coloro che avevano previsto che il cloud sarebbe diventato una pratica comune per le aziende di oggi non avevano completamente torto. Le aziende sono ansiose di testare il cloud ma non sono stati fatti importanti passi in avanti in tale direzione.  Mancanza di conoscenza, paura di perdita di dati e costi elevati sono tra le cause più frequenti dell’impasse.

Che effettivamente è davvero spiacevole, visto che spesso questi dubbi sono infondati. A dir la verità, le applicazioni cloud offrono alle aziende l’opportunità perfetta per soddisfare facilmente, in maniera economica ed affidabile, le loro necessità il ambito IT. In particolare, il Software-as-a-Service (SaaS) offre numerosi vantaggi per le PMI.

Questo articolo del blog si propone di definire i modelli di cloud, i fatti e le cifre più importanti e sfatare un paio di miti persistenti a proposito del cloud. 

IaaS / PaaS / SaaS

Possono essere distinti tre tipi di modelli di cloud:

IaaS:  Infrastructure-as-a-Service, significa che l’intera infrastruttura IT, tra cui server, postazioni e componenti di rete, è gestita dal service provider.

PaaS: Platform-as-a-Service, anche in questo caso l’infrastruttura è gestita dal service provider ma gli utenti possono sviluppare o implementare il proprio software.

SaaS: nel caso del Software-as-a-Service, viene concesso un accesso software all’utente, che funziona sui server del service provider, solitamente attraverso un browser web. Di norma questo tipo di modello di cloud viene venduto con una formula in abbonamento.

Fatti e cifre sul SaaS per le PMI

Una recente ricerca ha dimostrato che l’SME Cloud Barometer 2015 punta verso un’accettazione piuttosto positiva delle soluzioni SaaS da parte delle PMI:  il 46% delle aziende interessate le ha adottate. Anche a livello internazionale esiste un’interessante correlazione tra implementazione del SaaS e crescita, visto che le PMI che utilizzano 3 o più applicazioni SaaS raggiungono in media una crescita superiore al 20% rispetto agli utenti non SaaS.

In altre parole, le possibilità offerte alle PMI dal SaaS sono decisamente interessanti. Prima di tutto, sfatiamo un paio di miti relativi al cloud. 

Mito n. 1: Il cloud non è sicuro 

software gestionale CRM in italianoQuesto è di grand lunga il mito maggiormente diffuso relativo al cloud.  Naturalmente la sicurezza dei dati importanti dipende dal fornitore del cloud che si utilizza. Se i dati sono adeguatamente codificati, la loro sicurezza è superiore a quella di un server locale.

Per quanto riguarda la codifica, deve essere fatta una distinzione tra dati latenti - inattivi e registrati - e dati in transito, tra centri dati o tra centro dati ed utente finale.  La seconda forma in particolare è quella che preoccupa maggiormente gli utenti IT: cosa succede ai miei dati quando vengono messi online? La risposta è semplice: vengono codificati e non sono più a disposizione di potenziali delinquenti. 

Protocolli di sicurezza quali HTTPS e SSL, identificati con un lucchetto verde ed una barra di indirizzo verde sul browser, garantiscono che ogni comunicazione tra il browser ed i web server sia sicura. Ogni strumento SaaS che si rispetti sfrutta al meglio tali protocolli ed evita qualsiasi connessione non sicura. 

Per gli utenti, l’autenticazione multifattoriale (MFA) non è semplicemente un lusso superfluo. Prevede due livelli di autenticazione per il login, simili ad al pin pass e ed al pincode che sono necessari per un bancomat.  In altre parole, la scelta migliore sarebbe identificare un cloud provider o uno strumento SaaS che integri l’MFA. Infine va da sé che una password sicura è essenziale per la sicurezza.  La violazione della sicurezza di Apple dello scorso anno si è verificata a causa di password vulnerabili e non perché l’iCloud è stato hackerato.

La sicurezza dell’infrastruttura cloud è garantita dal cloud provider.  I centri dati dei grandi provider sono protetti da personale di sicurezza, dispositivi di sicurezza elettronici all’avanguardia e autenticazione multifattoriale. Inoltre sono conformi ai più severi standard di sicurezza imposti dal governo americano e dall’Unione Europea.

Mito n. 2: Il cloud non è affidabile

La punta di diamante di cloud computing è la facilità di accesso ai dati.  E proprio per questo qualsiasi preoccupazione relativa alla sua affidabilità si fonda solo su miti. 
99,999%: è l’obiettivo a cui tendono i cloud provider in termini di affidabilità. E i primi della classe hanno mancato l’obiettivo solo per un pelo.  Il leader di mercato IaaS Amazon Web Services (AWS) EC2 ha riferito solo 2,41 ore di inattività su tutti i server nel 2014, con un tempo di attività del 99.9974%.

Il suo maggior concorrente, Google Compute Services, ha registrato un risultato simile, con 4,46 ore di inattività per un tempo di attività totale pari al 99,9815%. Come confronto: Microsoft Azure, il più problematico tra di maggiori provider, ha registrato circa 40 ore di inattività nel 2014, con un tempo di attività totale pari al 99,9354%. 

Ma la bellezza di queste cifre è che non sono nemmeno importanti. “Accetta i guasti” è uno dei pilastri del cloud: che si tratti di un crash del software o di un errore hardware o di rete, è sempre possibile che ci sia qualcosa che non funziona.  L’architettura cloud e le applicazioni che essa supporta dovrebbero essere in grado di gestirli.  Netflix utilizza addirittura Chaos Monkey, un software che simula crash aggiuntivi per fare in modo che Netflix tolleri al meglio tutti gli errori.

Le applicazioni SaaS possono essere suddivise in piccole particelle (micro-servizi) su diversi server web in diverse aree.  In questo modo l’applicazione rimane funzionale, anche quando un’intera area del server è offline. 

Non sei ancora convinto? Un esempio su tutti, la NASA utilizza Amazon Web Services (AWS) per le missioni su Marte. E se funziona per la NASA, perché secondo te non può essere sufficiente per la tua azienda? 

Mito n. 3: Il cloud è in conflitto con la normativa sulla privacy

La normativa sul trattamento dei dati personali e sulla privacy varia da nazione a nazione e non è sempre trasparente.  Su questo non ti contraddiciamo. Ma non è detto che ciò rappresenti un ostacolo.  I cloud provider sono soprattutto l’altro aziende smart che cercano di svilupparsi sul mercato.  Le previsioni del solo SaaS indicano per il 2016 un fatturato totale di 106 miliardi di USD. Quindi faranno tutto quanto in loro potere per soddisfare anche i requisiti più severi, all’interno ed all’esterno dell’Europa. 

programma gestione clienti, gestione vendite, software perveentivi CRML’Unione Europea applica le clausole della Direttiva sulla protezione dei dati UE e l’US-EU Safe Harbour Framework.  Inoltre, i server solitamente si trovano in ogni continente e le informazioni possono essere trasferite da un server dati all’altro su richiesta del cliente.  Per cui, in conclusione, scegliendo il corretto servizio cloud non è necessario preoccuparsi delle disposizioni legali per quanto riguarda l’ubicazione ed il trasferimento dei dati. 

Mito n. 4: Il cloud è costoso

Sbagliato, sbagliato, sbagliato.  Il cloud è del tutto sostenibile: i requisiti tecnologici delle maggiori aziende sostengono l’innovazione del cloud con le piccole aziende che ne approfittano similmente ad un prezzo equo.  La conseguenza sarebbe un livello di capacità di stoccaggio e livelli di sicurezza che sarebbero altrimenti inavvicinabili per aziende di dimensioni inferiori in un parco dati fisico o con un’infrastruttura server.

I costi nascosti della cosiddetta IT “on-premise” spesso non sono considerati: licenze, manutenzione, aggiornamenti, personale specializzato IT, ecc. Il cloud invece permette di pagare solo quello che si utilizza ed infatti non c’è alcuna necessità di investire a livello di hardware e di aggiornamenti estremamente costosi.  

Ed inoltre: l’accanita competizione a livello di servizi cloud spinge ogni anno verso una riduzione dei prezzi.

“E cosa succede se cerchi solo una soluzione SaaS e non un data storage?” La situazione rimane la stessa: un fornitore di SaaS affidabile risparmia denaro utilizzando il suo software sul cloud, con un prezzo inferiore per gli utenti finali. In altre parole ne beneficiano tutti. 

Teamleader: lo strumento più conveniente sul cloud

Teamleader, lo strumento online ideale per le PMI, permette di beneficiare appieno del cloud, ogni giorno.  Basta registrarsi e avviarlo, senza nessun tipo di installazione richiesta. La tua azienda ha bisogno di un CRM, dei preventivi e della gestione del tempo? E queste tre funzioni sono quelle per cui si paga. È poi semplicissimo attivare altri moduli e utenti quando necessario. Accesso possibile ai dati ovunque e sempre, anche dal cellulare, permettendo anche di migliorare la propria efficienza. L’integrazione di Cloudsign e Invoicecloud permetterà ai clienti di firmare i preventivi e di pagare le fatture online. Tutti apprezzeranno Teamleader tanto quanto te.

Sei curioso?